GESTIRE LE EMOZIONI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Da quando il Coronavirus è arrivato in Italia, ognuno di noi ha dovuto affrontare grandi cambiamenti nella propria vita quotidiana. La diffusione dell’epidemia ha occupato non solo le prime pagine di giornali e telegiornali, ma anche il nostro spazio personale, le nostre relazioni, il nostro tempo. Ci è stato chiesto di adattarci a nuovi ritmi di vita e a nuovi comportamenti preventivi: improvvisamente tutto ciò che apparteneva alla nostra routine (lavoro, sport, uscite con gli amici, cene in famiglia…) è stato messo “in standby”.

La situazione è attualmente in continua evoluzione, sfugge alla nostra possibilità di controllo, non sappiamo infatti quando terminerà l’emergenza né quando potremo tornare alla nostra quotidianità. Siamo tutti in uno stato di attesa forzata. Questa condizione di incertezza può portarci a provare diversi tipi di emozioni: spaesamento, ansia, tristezza, noia, paura, angoscia… che talvolta possono essere difficili da gestire, soprattutto quando si alternano ripetutamente durante le nostre giornate e non
sappiamo bene come fronteggiarle.

OSSERVIAMO LE EMOZIONI DA VICINO

Una delle reazioni emotive più tipiche in queste situazioni di emergenza è la paura, un’emozione primaria, fondamentale per la nostra sopravvivenza: se non la provassimo, non riusciremmo a metterci in salvo dai pericoli. La paura, infatti, attiva comportamenti di attacco o di fuga, ed è quindi un efficace meccanismo di difesa per la nostra salvaguardia, soprattutto quando il pericolo è chiaramente identificabile. La paura ci attiva e ci tutela.

Quando, però, ci troviamo in una situazione di pericolo, dove sappiamo che il rischio c’è, ma non possiamo identificarlo con un oggetto determinato (è proprio la condizione dell’attuale epidemia di Coronavirus) entriamo in uno stato di allerta costante e facilmente possiamo sviluppare vissuti di ansia o panico.
La preoccupazione, inoltre, viene spesso ingigantita dalla circolazione incontrollata di fake news che aumentano lo stato di incertezza e la paura.
Ad alimentare il vissuto d’ansia, c’è anche la condizione di attesa e di arresto del normale fluire della nostra vita: vorremmo riprendere presto tutte le nostre attività quotidiane, le abitudini, i progetti, tutti fattori che definiscono la nostra identità e di cui ora ci sentiamo privati.
Non siamo predisposti per sostenere a lungo situazioni di allerta o tensione; in passato queste circostanze venivano affrontate e risolte con l’attacco (se il predatore era meno forte di noi) o con la fuga (nel caso in cui la situazione era ritenuta troppo pericolosa), ma al giorno d’oggi ci si sente sospesi, senza soluzione, in situazioni stressanti in modo continuativo.
Tutte queste emozioni possono rendere la permanenza in casa come una fonte generale di stress che può avere ripercussioni anche sul nostro fisico manifestandosi con sintomi quali tachicardia, mal di testa, mal di stomaco, dolori e tensione agli arti e al petto.

IMPARIAMO A GESTIRE LO STRESS E SALVAGUARDARE IL NOSTRO BENESSERE

Ecco alcune strategie che possono aiutarci a gestire meglio le emozioni e a ridurre lo stress:

  • Accogli le tue emozioni e condividile con qualcuno. E’ un periodo in cui è normale sentirsi agitati o provare paura, condividere i tuoi vissuti con le persone care può aiutarti a tranquillizzarti;
  • Cerca di mantenere una continuità con le tue normali abitudini, ma se ciò non è possibile, riprogramma una nuova routine settimanale che scandisca bene i tempi della giornata e che differenzi i giorni tra di loro;
  • Fissa degli obiettivi quotidiani da raggiungere, ti aiuteranno a sentire un senso di soddisfazione e gratificazione per ciò che sarai riuscito a compiere nella tua giornata;
  • Ritagliati del tempo per te e per fare delle attività che ti piacciano, come leggere un libro, fare attività fisica, ascoltare la musica…
  • Rispetta il tuo normale ciclo sonno-veglia;
  • Riprendi quelle attività o quei progetti che hai lasciato in sospeso, a cui normalmente non hai tempo da dedicare: ti faranno apprezzare maggiormente il piacere di avere del tempo libero;
  • Informati sull’evoluzione della situazione solo attraverso canali ufficiali, è importante non affidarsi a quelle fonti che potrebbero alimentare lo stato di allerta attraverso delle fake-news.

Dott.ssa Paola Trombini

 

 

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