“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia”. (Pennac D., 2008)

Un buon metodo di studio può essere considerato come il primo strumento compensativo utile per favorire il successo scolastico di ogni studente.
In particolare, per facilitare lo svolgimento dei compiti, è importante conoscere gli stili di apprendimento utilizzati dai ragazzi e le strategie che li caratterizzano.

COSA SONO GLI STILI DI APPRENDIMENTO?

Gli stili di apprendimento sono delle modalità di elaborazione delle informazioni che ogni persona adotta in maniera preferenziale per svolgere compiti diversi.
E’ importante non confonderli con i diversi livelli di intelligenza!

In particolare, si definiscono 4 canali sensoriali che caratterizzano l’accesso e la percezione delle informazioni (Mariani, 2000):

  • Visivo-verbale, preferenza per la letto-scrittura;
  • Visivo-non verbale, preferenza per immagini, disegni, fotografie, simboli, mappe concettuali, grafici e diagrammi;
  • Uditivo, preferenza per l’ascolto;
  • Cinestesico, preferenza per attività concrete.

Ad ogni canale sensoriale corrispondono diverse strategie che possono essere utilizzate per valorizzare lo stile d’apprendimento prevalente, tuttavia è bene ricordare che nessuno di noi utilizza un unico stile in maniera esclusiva e può essere utile imparare ad usare altre modalità.
Gli stili di apprendimento sono collegati anche a diversi stili cognitivi (Cornoldi et al., 2001):

  • Analitico, privilegia una percezione del dettaglio;
  • Globale, privilegia la percezione dell’intero;
  • Visuale, preferisce il codice visuo-spaziale ed iconico;
  • Verbale, preferisce il codice linguistico e sonoro;
  • Sistematico, si caratterizza per una procedura a piccoli passi, dove vengono analizzati e presi in considerazione tutti i possibili dettagli;
  • Intuitivo, si esprime in prevalenza su ipotesi globali che poi si cerca di confermare o confutare;
  • Impulsivo, predilige tempi decisionali brevi per i processi di valutazione e risoluzione di un compito cognitivo;
  • Riflessivo, predilige tempi decisionali più lunghi per i processi di valutazione e risoluzione di un compito cognitivo.

Alcune ricerche hanno evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e caratteristiche cognitive specifiche che è importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace.

Gli studenti con DSA necessitano infatti di trarre il massimo rendimento da ogni singola esposizione al materiale di studio poiché le loro difficoltà di apprendimento influiscono sulle abilità attentive e sulle risorse cognitive.

ESISTE UN UNICO METODO DI STUDIO EFFICACE PER TUTTI?

No, non esiste uno studente uguale ad un altro e di conseguenza non esiste una metodologia standard che possa essere adatta alle caratteristiche di ogni ragazzo. Un efficace metodo di studio deve essere personalizzato e prendere in considerazione i punti di forza e di debolezza del singolo studente.

Gli allievi con DSA tendono ad incontrare maggiori difficoltà con il canale visivo-verbale basato sulla letto-scrittura, pertanto tendono ad utilizzare altri stili di apprendimento processando molto bene le informazioni che passano dal canale visivo-non verbale. Se potenziate, possono essere ben sfruttate da questi studenti anche le capacità uditive e cinestesiche.
Gli studenti con DSA prediligono inoltre uno stile cognitivo globale, legato a un modo di pensare visivo e presentano spesso un pensiero divergente che permette di trovare soluzioni più creative (Stella, G. e Grandi, L., 2011).

UN METODO DI STUDIO FUNZIONALE E’ SUFFICIENTE PER OTTENERE BUONI RISULTATI SCOLASTICI?

No, il metodo di studio, sebbene sia essenziale per il conseguimento di un buon profitto scolastico, deve essere integrato con l’utilizzo di altri strumenti compensativi (tecnologici e didattici) e trattamenti cognitivi finalizzati a potenziare le abilità deboli e ad incrementare l’autonomia.
Gli strumenti compensativi sono strumenti nati con l’obiettivo di aiutare l’alunno con DSA a compensare la difficoltà specifica attraverso la predisposizione di una modalità di apprendimento più adeguata alle sue caratteristiche, senza facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo.

L’utilizzo di questi supporti, (software per la lettura e trascrizione dei testi, programmi per i calcoli matematici, tool per la realizzazione di mappe concettuali colorate) consente agli alunni con DSA di valorizzare il proprio potenziale e rendere lo studente autonomo, alla pari degli altri compagni.

Questi strumenti, non devono essere considerati validi “per tutta la vita” e devono essere adattati alla crescita e ai progressi dello studente.

Il trattamento e potenziamento cognitivo è invece finalizzato a ridurre la difficoltà specifica che tuttavia essendo un fattore congenito non è totalmente modificabile. Questo significa che non ci si può aspettare, anche intervenendo, l’improvvisa scomparsa della difficoltà, ma un lento e progressivo percorso di miglioramento.

Gli obiettivi del trattamento rivolto ad uno studente con DSA sono pertanto:

  • favorire la migliore evoluzione delle competenze, nonostante la presenza di una specifica difficoltà;
  • fornire strumenti e strategie per poter apprendere attraverso “strade alternative” a quella caratterizzata da difficoltà;
  • facilitare la gestione emotiva;
  • evitare che si sviluppino altre forme di disagio.

In questa stessa direzione vanno considerati anche gli interventi metacognitivi, utili al fine di guidare gli studenti con DSA ad affrontare e gestire in modo maggiormente consapevole e strategico le difficoltà incontrate a livello di apprendimento e studio.

Dott.ssa Silvia Vayr

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