Negli ultimi anni l’attenzione al tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento è cresciuta molto, complice l’aumento significativo degli studenti italiani che presentano una certificazione di DSA (circa il 3% della popolazione).
La legge 170 del 2010 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico ha incentivato le scuole di tutti gli ordini e i gradi ad attivare interventi adeguati per individuare in modo tempestivo bambini a rischio DSA e organizzare corsi di formazione rivolti agli insegnanti per formarli sul tema.

Nonostante la maggiore informazione, persistono ancora dei dubbi o delle false credenze rispetto ai DSA, i quali non consentono ai genitori, agli insegnanti e ai bambini stessi di comprendere a pieno la natura del disturbo.

Facciamo chiarezza.

COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO?

Con l’acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) si intende un gruppo eterogeneo di disturbi evolutivi che riguardano le difficoltà nell’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo. Essi sono determinati da disfunzioni neurobiologiche, su base genetica, che interferiscono con il normale processo di acquisizione della lettura, della scrittura e del calcolo.

I fattori ambientali (scuola, ambiente familiare e contesto sociale) intrecciandosi con quelli neurobiologici possono contribuire a determinare un maggiore o minore adattamento dell’individuo.

La condizione di alterato funzionamento del DSA non è quindi attribuibile a disabilità intellettiva, deficit sensoriali (visivi o uditivi), altre condizioni cliniche, mancanza di istruzione, o altri fattori ambientali (famiglia, contesto sociale, etc.).

UN BAMBINO CON DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO HA UN’INTELLIGENZA INFERIORE ALLA NORMA?

LA RISPOSTA E’ NO.

Il quoziente intellettivo (QI) del bambino con DSA è nella norma o sopra la norma. L’esclusione del ritardo mentale è proprio uno dei criteri basilari per poter effettuare la diagnosi di DSA.
Come precedentemente descritto, i disturbi specifici dell’apprendimento sono alterazioni funzionali di determinati gruppi di neuroni coinvolti nell’apprendimento di abilità specifiche, pertanto il QI non è compromesso.
Anzi, molti studi hanno dimostrato che le persone con DSA oltre ad avere un’intelligenza sopra la norma presentano anche una grande creatività! Moltissimi personaggi famosi con DSA si sono distinti negli anni per i loro talenti: Walt Disney, John Lennon, Tom Cruise, Leonardo Da Vinci e tanti altri.

UN BAMBINO CHE MANIFESTA ALCUNE DIFFICOLTA’ NELLA SCRITTURA, LETTURA O CALCOLO HA SICURAMENTE UN DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO?

LA RISPOSTA E’ NO!

Un bambino che presenta difficoltà in uno o più ambiti di apprendimento non è necessariamente un bambino con disturbo specifico di apprendimento.
Secondo Tressoldi e Vio (1998) i disturbi specifici dell’apprendimento hanno alcune specifiche caratteristiche:

  • Innatività: essi sono presenti sin dalla nascita, anche se si rilevano alcuni anni più tardi;
  • Resistenza all’intervento: un disturbo specifico dell’apprendimento non è modificabile attraverso semplici accorgimenti didattici;
  • Resistenza all’automatizzazione: la modificabilità delle prestazioni è lenta e difficile.

Quindi, se un bambino con alcune difficoltà nella lettura, in seguito ad un programma di potenziamento mirato (svolto sia dall’insegnante, sia dai genitori a casa), migliora in modo soddisfacente le sue abilità di lettura, allora si può sostenere con certezza che non si tratta di Dislessia.

CON IL TEMPO LE DIFFICOLTA’ SPECIFICHE DI UN BAMBINO CON DSA POSSONO ATTENUARSI?

LA RISPOSTA E’ SI’.

Se il disturbo dell’apprendimento viene diagnosticato nei primi anni di scolarizzazione (seconda o terza elementare) vi sono buoni margini di miglioramento dell’efficienza dei processi compromessi.
Gli insegnanti, i genitori e i tutor dell’apprendimento possono aiutare gli alunni con DSA a perseguire tale miglioramento attraverso alcuni importanti azioni:

  • insegnare strategie di studio efficaci, costruite ad hoc sulla base delle risorse e delle difficoltà del bambino;
  • consentire, se necessario, l’utilizzo di misure compensative sia a scuola sia nello studio a casa, come ad esempio l’utilizzo della calcolatrice per i bambini discalculici o la possibilità di scrivere in stampatello per i bambini disgrafici;
  • adottare, se necessario, alcune misure dispensative (ad esempio la riduzione della mole di lavoro), per risparmiare inutili sofferenze al bambino.
    • E’ fondamentale che ci sia un accordo tra scuola, famiglia e tutor dell’apprendimento rispetto alle misure compensative e dispensative da adottare per ciascun alunno con DSA: un costante lavoro di rete consente di sostenere al meglio il percorso formativo del bambino, favorendo il successo scolastico.

      Dott.ssa Paola Trombini

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